mercoledì 22 aprile 2026

Alba Aosmhòr

 

Sarà un viaggio tosto. Zeppo di tappe, chilometri e panorami da mandare in tilt la memoria del telefono. Un tour de force più fisico che mentale — perché la testa, in fondo, sarà sempre lì, tra castelli, scogliere, fantasmi e una buona dose di vento in faccia.

L’idea è semplice (si fa per dire): vedere più cose possibili, muoversi di continuo, cambiare scenario prima ancora che il precedente ci stufi. Nessun tempo morto, nessuna noia. Solo la rincorsa continua a qualcosa di nuovo, che magari nemmeno sappiamo ancora cosa sia.

Qualcuno più saggio (e sicuramente con più ferie) una volta disse:

La felicità non sta nella meta, ma in ciò che vivi per raggiungerla.

Ecco, noi ci proveremo.

Alba Aosmhòr!

Tranquilli, non è una parolaccia in gaelico.

“Alba” è il nome con cui i gaelici chiamano la Scozia. “Aosmhòr” vuol dire “storico” o “antico”,

Alba Aosmhòr, l’Antica Scozia, quella profonda, leggendaria, misteriosa. Quella che non si trova nei negozi di souvenir ma tra le rovine dimenticate, i racconti sussurrati e le strade che si perdono tra le brughiere.

Erano anni che tentavo lo sbarco in Scozia. Tra mille imprevisti e timing sbagliati, non si riusciva mai a partire.

A volte, diciamolo, non hai neanche la testa per organizzare: vorresti solo mollare tutto, salire su un aereo e sparire per un po’. Senza dover pianificare, incastrare giorni e spese, solo andartene.

La buona notizia è che la voglia di partire non mi manca mai, e la memoria mi ricorda ogni tanto che “Ehi, guarda che in Scozia ci dobbiamo andare…”.

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