Il viaggio volge quasi al termine — per dirla meglio, le ruote iniziano a puntare verso Edimburgo, ultima tappa di questa danza scozzese. Prima però, Stirling ci chiama dall’alto della sua collina.
Il castello si staglia contro il cielo come un’antica corona, e grazie al nostro fidato Excalibur Pass, entriamo con l'eleganza di chi ha già visto quasi venti castelli e non ha più bisogno di stupirsi. Ci proviamo lo stesso, armati di audioguida in italiano e di una buona dose di curiosità.
La voce narrante ci conduce tra mura, storie di re scozzesi, battaglie gloriose, e un leone — sì, un leone — che uno dei reali si fece spedire in regalo, probabilmente con Amazon Medioevo Prime.
Dentro il castello l’effetto è… dissonante. Le ricostruzioni sembrano uscite da una puntata di Art Attack, con colori così accesi che più che Medioevo sembrano Carnevale di Rio in Scozia. Preferisco i muri sbrecciati, quelli che lasciano parlare le crepe e fanno spazio all’immaginazione. Le ricostruzioni, fatte in questo modo, mi bloccano la vista del passato.
Salviamo l’onore del castello nella cappella e nei tondi lignei, non quelli appesi al soffitto — copie coloratissime, bensì gli originali sbiaditi esposti nel museo, ancora ricchi di quel fascino legnoso e austero che ti guarda dritto dal Quattrocento.
Poi via, verso Castel Campbell, salendo una stradina che definire stretta è un complimento. Qui la Scozia si fa poesia: il castello, ancora in piedi come un vecchio burbero che ha visto troppe guerre, si incunea tra due colline, ascolta il suono d’una cascata nascosta e si lascia salire fino al tetto. Dall’alto se ne vede l’altra metà, aperta come una casa di bambole, un crollo mostra l’intimità delle stanze.
Ci godiamo il “segno del gigante”, una spaccatura tra le rocce dove la leggenda racconta di un colosso goloso e maldestro. Mi ci ritrovo un po’, soprattutto nella parte del goloso.
All’Alloa Tower arriviamo tardi, chiusa.
Scozia 1 – Viaggiatori 0.
Riproviamo con la Clackmannan Tower, che almeno si lascia guardare da fuori. È lì, solitaria tra i campi, con il suo passato regale: fu di Davide II, poi passata a Robert Bruce. E anche se è sprangata, vale la camminata. Un addio alla Scozia rurale prima della capitale.




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