Questa
mattina non ci pensiamo due volte: da Augsburg scappiamo a gambe
levate.
Prima
sosta veloce a Landsberg am Lech: non scendo nemmeno dall’auto, già
così sembra cento volte meglio di Augsburg. Non ci vuole molto, eh,
il confronto è impietoso.
La
giornata inizia sul serio con la Wieskirche, una chiesa di
pellegrinaggio piazzata nel bel mezzo della campagna bavarese. Rococò
bavarese, patrimonio UNESCO, roba seria. Bella, certo… ma diciamoci
la verità: un po’ troppo barocco in overdose. In Italia di chiese
ne abbiamo a pacchi e sono molte a mio parere quelle di ben altro
livello. Come si direbbe a Roma, “je spiccerebbero casa”.
Non
importa, il programma prosegue con un altro colpo di scena: il
castello di Linderhof. Definito da molti una “bomboniera”. Direi
più una bomboniera kitsch, vabbè. Re Ludwig II ci ha speso un
patrimonio per farne la sua villa personale: parco, fontane, statue
dorate… Tutto un tripudio. Dentro è un’esplosione di ori,
stucchi e specchi, roba che ti chiedi se non abbia chiamato
un’archistar sotto acido.
A
guidarci una strana guida che recita come Gassman a teatro, con pause
enfatiche e sguardo rapito. Racconta che Ludwig era un fan del Re
Sole e voleva ricreare Versailles in formato bonsai. Ambizioso, il
ragazzo. Il meglio però deve ancora venire: il Grotto.
Sì,
avete capito bene: il Grotto. Una grotta artificiale, la più grande
di quel momento storico, illuminata con la nuova (per l’epoca)
energia elettrica. Dentro sembra una Gardaland ottocentesca: luci
colorate, musica drammatica, cascate artificiali, un lago navigabile
con un’improbabile barchetta e persino una finta Grotta Azzurra,
ispirata proprio a quella di Capri.
Mi
aspetto quasi di veder spuntare Capitan Uncino da un momento
all’altro. Oggi fa sorridere, allora dev’essere stata roba da
“wow cosmico”.
Dopo
questo salto tra rococò, Versailles in miniatura e Gardaland ante
litteram, riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la meta della
giornata: Füssen.
Prima,
colpo di testa: passiamo il confine e facciamo un salto in Tirolo, in
Austria. Giusto per dare un’occhiata al futuro: lì ci aspetterà
un’altra avventura, non so quando, prima o poi...
Rientriamo
in Germania da sud, finalmente arriviamo a Füssen.
Qui
sì che si respira aria diversa: fresca, pulita, alpina. Subito mi
ricorda la Val Gardena… piatta, quindi più gentile con le
ginocchia. Prima di cena mi sparo una corsetta esplorativa e scopro
un paesaggio da cartolina: laghi ovunque, colline verdi, ciclabili
infinite. Seguo il fiume fino a una zona piena di laghetti nascosti
nel bosco al tramonto.
Uno spettacolo da cartolina, di quelli che ti
fanno dimenticare la fatica e ti fanno dire: “ok, torno anche
domani, promesso”.