domenica 26 aprile 2026

Füssen – tra Gardaland e cartoline alpine

 

Questa mattina non ci pensiamo due volte: da Augsburg scappiamo a gambe levate.

Prima sosta veloce a Landsberg am Lech: non scendo nemmeno dall’auto, già così sembra cento volte meglio di Augsburg. Non ci vuole molto, eh, il confronto è impietoso.

La giornata inizia sul serio con la Wieskirche, una chiesa di pellegrinaggio piazzata nel bel mezzo della campagna bavarese. Rococò bavarese, patrimonio UNESCO, roba seria. Bella, certo… ma diciamoci la verità: un po’ troppo barocco in overdose. In Italia di chiese ne abbiamo a pacchi e sono molte a mio parere quelle di ben altro livello. Come si direbbe a Roma, “je spiccerebbero casa”.

Non importa, il programma prosegue con un altro colpo di scena: il castello di Linderhof. Definito da molti una “bomboniera”. Direi più una bomboniera kitsch, vabbè. Re Ludwig II ci ha speso un patrimonio per farne la sua villa personale: parco, fontane, statue dorate… Tutto un tripudio. Dentro è un’esplosione di ori, stucchi e specchi, roba che ti chiedi se non abbia chiamato un’archistar sotto acido.

A guidarci una strana guida che recita come Gassman a teatro, con pause enfatiche e sguardo rapito. Racconta che Ludwig era un fan del Re Sole e voleva ricreare Versailles in formato bonsai. Ambizioso, il ragazzo. Il meglio però deve ancora venire: il Grotto.

Sì, avete capito bene: il Grotto. Una grotta artificiale, la più grande di quel momento storico, illuminata con la nuova (per l’epoca) energia elettrica. Dentro sembra una Gardaland ottocentesca: luci colorate, musica drammatica, cascate artificiali, un lago navigabile con un’improbabile barchetta e persino una finta Grotta Azzurra, ispirata proprio a quella di Capri.

Mi aspetto quasi di veder spuntare Capitan Uncino da un momento all’altro. Oggi fa sorridere, allora dev’essere stata roba da “wow cosmico”.

Dopo questo salto tra rococò, Versailles in miniatura e Gardaland ante litteram, riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la meta della giornata: Füssen.

Prima, colpo di testa: passiamo il confine e facciamo un salto in Tirolo, in Austria. Giusto per dare un’occhiata al futuro: lì ci aspetterà un’altra avventura, non so quando, prima o poi...

Rientriamo in Germania da sud, finalmente arriviamo a Füssen.

Qui sì che si respira aria diversa: fresca, pulita, alpina. Subito mi ricorda la Val Gardena… piatta, quindi più gentile con le ginocchia. Prima di cena mi sparo una corsetta esplorativa e scopro un paesaggio da cartolina: laghi ovunque, colline verdi, ciclabili infinite. Seguo il fiume fino a una zona piena di laghetti nascosti nel bosco al tramonto.


Uno spettacolo da cartolina, di quelli che ti fanno dimenticare la fatica e ti fanno dire: “ok, torno anche domani, promesso”.

Nessun commento:

Posta un commento