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martedì 6 dicembre 2011

Belgio - Olanda - Belgio: ottavo giorno / Brugge - Zeebrugge - Blankenberger - Charleroi

Anche questa mattina ci svegliamo affamati e con la pioggia che ci saluta da fuori. Dalle notizie che giungono dall’Italia a casa ci aspetta un caldo record… Quando il sole torna a splendere la temperatura è sempre mite così continuiamo a distrarci per le strade di Brugge finché non troviamo la cattedrale di Nostra Signora dove è tenuta una statua di Michelangelo, una delle poche sue opere esistenti fuori dell'Italia.
Nella stessa chiesa c’è perfino un dipinto del Caravaggio…
Non oso pensare che fila ci sarebbe potuta essere se questa chiesa fosse stata in Italia, per non parlare del biglietto d’ingresso che avrebbero fatto pagare…
Sono gli ultimi momenti che trascorriamo a Brugge, così sulla strada del ritorno cerchiamo di fare stradine nuove che non abbiamo ancora visto, per scorgere qualche angolo nascosto ed indimenticabile.
L’ora della partenza è giunta, ma prima di andare in aeroporto scappiamo un pochino più a nord per vedere il mare del nord.
La prima tappa che facciamo, Zeebrugge, non è il massimo, anzi è solamente un porto commerciale.
La spiaggia di Blankengerger invece è tutta un’altra cosa. Chilometri e chilometri di sabbia battuta dal vento. Il Mare è così distante dalle dune che sembra quasi irraggiungibile. Sulla sabbia ci sono poche persone e tutte munite di tenda per ripararsi dal fortissimo vento. Io e Lucetta ci facciamo spingere qua e la dalle folate di aria fredda finché, leggermente storditi, proviamo a raggiungere l’acqua spumosa.
A metà strada desistiamo perché fa un po’ troppo freddo. In acqua ci sono solo surfisti con la muta, e qualche pinguino…
Andiamo a mangiare in questa cittadina balneare belga e scopriamo che è stracolma di gente in vacanza. Una curiosità tutta belga: dato che lo spazio sulla spiaggia non manca, invece delle sdraio, ogni famiglia ha una casetta con relativo spazio davanti e dietro.
Nota sui cibi e le bevande provate: In Belgio e Olanda non si mangia male, ma come in tutti i posti stranieri che abbiamo visitato è meglio mangiare i loro piatti e in questo caso, per andare sul sicuro, pesce!
Da bere, come ho già detto, assolutamente birra! Non mi stancherò mai di dire che sia in Olanda, e soprattutto in Belgio, esistono una quantità di birre buonissime tra cui scegliere che è davvero imbarazzante.
Verso le cinque riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso l’aeroporto di Charleroi. Ci aspettano ancora 130 chilometri sulle strade Belga.
Nonostante i nostri litigi è sempre più bello guidare in mezzo a questi paesaggi al fianco di Lucetta.

Belgio - Olanda - Belgio: settimo giorno / Brugge

Per la prima volta da quando siamo partita facciamo colazione in hotel, sostanziosa ma niente di eccezionale. Andiamo subito alla basilica del sacro sangue dove si dice che ci sia una reliquia di Gesù.
Pare che in un'ampolla sia contenuto addirittura il suo sangue. La piccola basilica è molto bella e colorata.
Fuori da li ci perdiamo letteralmente tra i negozi di cioccolato che offrono assaggi ad ogni passo. Ne usciremo vivi solo dopo aver acquistato alcuni golosi souvenir.
Dopo i dolci acquisti ci concediamo un rapido pasto ad un fast food, molto meglio rispetto a qualunque Mc o Burger K., e poi saliamo i 366 gradini del Belfort, la torre che domina il Markt, ovvero quello che una volta era il mercato coperto.
Per secoli questa torre ha dominato la città svolgendo il delicato ruolo, oltre che di tesoreria, di sentinella.
La salita è un un pò ardua per via dello stretto passaggio, le scale a chiocciola sono molto ripide e due persone ci passano solo se una si ferma negli spazi agli angoli.
Tra precedenze date e ricevute ci impieghiamo un pò a raggiungere la cima dove è contenuta la grande campana.
Da qua su si gode un splendida vista di tutta la città ed il territorio che la circonda.
Scesi i gradini, sempre dando precedenze per evitare incidenti diplomatici con i cittadini di mezzo mondo, ci viene una gran sete e così ci infiliamo in una Brasserié per assaggiare qualche nuova birra belga. Fantastiche!
Alla fine di tutto il viaggio posso dire che in Belgio ho potuto assaporare numerose birre, tra le quali le migliori erano senza dubbio:

Hoegaarden - si trova anche qui ma è sempre buonissima
Brugse Zot - la più gettonata tra i belgi, a me però non è piaciuta molto
Verboden vrucht - buonissima già di suo, se poi aggiungiamo anche quel nome...
Brugge tripel - molto buona e forte
Duvel - molto forte, buona ma non la migliore
Jupiler - leggera ma dal sapore intenso
Groelsh - si trova anche da noi ma li era più buona
Stella Artoise - si trova anche da noi ed è uguale
Brugs witbier - Wiess scura, ottima!

A cena ci siederemo a dei tavolini all'aperto gustandoci finalmente delle buone Mousseles, e dell'altra ottima birra.
Al calar della sera ci facciamo trasportare dalle ombre della città, ormai famigliari, verso casa.

Belgio - Olanda - Belgio: sesto giorno / Den Haag - Brugge

Al mattino presto ripartiamo belli riposati. Oggi salutiamo l'Olanda e torniamo in Belgio, destinazione Brugge.
Ci aspettano 233 km di pioggia, traffico e qualche discussione provocata dal fatto che a causa del mio caratteraccio continuavo ad offendermi ogni volta che vedevo Lucetta assumere la posizione anti urto e aggrapparsi con tutte le forze a maniglie e cruscotto non appena notava un'auto, un camion o una moto mettere la freccia per superare.
Per fortuna a Brugge l'atmosfera cambia completamente: il sole riappare assieme al nostro buon umore e noi troviamo subito il piccolo albergo che si affaccia su un canale. Vista stupenda. Iniziamo subito ad esplorare le stradine da cui spuntano ovunque case antiche.
La città, è rimasta fossilizzata così com’è nell'aspetto, fin dal medioevo in quanto dopo essere stata per secoli un importante centro di scambi commerciali, è praticamente diventata una città fantasma in seguito all'insabbiamento del fiume che la bagnava e le portava il commercio.
È dunque rimasta così congelata nel tempo fino a oggi, riscoperta come meta turistica, avvenimento che l'ha rivitalizzata.
Il centro non è grande ma le vie sono talmente intricate e ricche da percorrere che ci si perde facilmente, sia col corpo che con la mente.
Appena prima di cena ci facciamo arruolare nell'ultimo giro in battello sui canali.
La guida non parla italiano ma non sarebbe comunque servito: gli altoparlanti del battello sono così malandati da essere meno comprensibili di quelli della stazione centrale di Milano all'ora di punta. Per di più il sedile è piuttosto scomodo e stretto a causa di una signora che occupa tre posti con la sua borsa…
Il giro è comunque molto bello e suggestivo, tocca diversi punti nascosti del centro che difficilmente avremmo potuto raggiungere a piedi senza stancarci moltissimo.
Dopo mezz'ora di navigazione sbarchiamo soddisfatti e iniziamo l'estenuante ricerca di Poules Moules, un ristorante consigliato da alcuni siti internet per la bontà delle sue cozze, dette anche Mousseles. Dopo averlo trovato e aver consumato il famoso piatto, niente di eccezionale, del salmone, buono, e un bel piatto di patatine fritte, ottime visto che le hanno inventate qui, andiamo a vedere Brugge di notte.
Con meno luce, e meno gente, l'atmosfera medioevale in cui ci addentriamo è ancora più densa e reale.
Perdersi su queste strada mi è quasi famigliare, come se conoscessi ogni angolo, ogni vicolo e ogni ponte da sempre. Se un giorno diventassi uno scrittore ricco e famoso potrei comprare casa qui... Credo mi sarebbe di grande ispirazione.

Belgio - Olanda - Belgio: quinto giorno / Amsterdam - Alkmaar - Den Haag(Aja)

Oggi dovremmo andare a Den Haag, meglio conosciuta come l'Aja. Prima però decidiamo di fare una piccola deviazione ad Alkmaar. Scelta felicissima.
La città non è molto grande ma ha conservato un centro storico molto caratteristico e bello, racchiuso da un piccolo canale che lo circonda rendendolo accessibile solo attraverso una serie di piccoli ponti mobili.Nel centro, tra le vecchie case, non manca niente: mentre cammino al fianco di Lucetta mi accorgo di una ragazza in costume che parla con una altra in accappatoio. Mi dico che ci deve essere un centro benessere nelle vicinanze. Faccio altri dieci metri e nonostante siano le undici di mattina mi ritrovo circondato da vetrine piene di ragazze in mostra, pronte a professare il loro privatissimo “centro benessere”.
Lucetta fa finta di niente e tira dritta, ma appena ne usciamo non può contenere la perplessità sul suo volto per il contrasto tra l'atmosfera da fiaba del centro storico e quella della via a luci rosse.
Più camminiamo tra questi canali e più mi sembra di essere finito tra le braccia di una gemella di Venezia, molto più di Amsterdam.
Ripartiamo e in poco tempo siamo a De Haag, dove una volta preso possesso della camera tentiamo di noleggiare due bici ma alla reception ci avvisano che è stato diramato un allarme maltempo: è previsto vento fortissimo, pioggia e addirittura la grandine...
Sordi agli strali meteorologici olandesi prendiamo l'auto e andiamo in centro.
Non riusciremo a vedere niente e torneremo a casa fradici...
In queste ultime ore di permanenza in Olanda è facile fare due pensieri sull'altissima qualità della vita che abbiamo avuto il grande piacere di sperimentare. Immensi spazi verdi ovunque, canali navigabili e non adibiti a discariche (mentre eravamo in autostrada spesso in mezzo a verdi campi sconfinati spuntavano qua e la delle vele più o meno grandi e a volte perfino dei piccoli porticcioli), antichi mulini a vento e pale eoliche... Insomma rispetto all'Italia in cui vige la legge del mattone (se c'è uno spazio libero bisogna costruirci sopra) sono un pò in contro tendenza...
Le continue battaglie che l'uomo ha combattuto contro la Natura per poter affermare il suo diritto di vita su questo territorio sotto il livello del mare, hanno modellato i lineamenti dei Paesi Bassi migliorandoli costantemente.
Nonostante nei secoli la Natura abbia tentato più volte di riprendere possesso delle terre occupate dai Nederlandhesi, servendosi anche di immani disastri che hanno provocato danni incalcolabili e morti innumerevoli, il senso di rispetto verso di essa è più che tangibile già dalle prime ore in cui ci si trova sul suolo olandese. Le automobili sono utilizzate solo per muoversi su lunghe distanze, in città l'uso ne è scoraggiato e lo si capisce non solo dalle omnipresenti piste ciclabili, ma semplicemente dal fatto che i parcheggi hanno prezzi esorbitanti.
Ad Amsterdam abbiamo conosciuto una signora che vive fuori Amsterdam e fa la pendolare, ma non usa nemmeno il treno per spostarsi, va in ufficio in centro città in bicicletta!
Probabilmente tutto questo è frutto di un compromesso, una tregua, tra l'uomo e la Natura, ma se il risultato è questo... direi che forse ne è valsa la pena.

Belgio - Olanda - Belgio: quarto giorno / Amsterdam

Il secondo giorno ad Amsterdam inizia con il cielo completamente coperto di nuvoloni.
Noleggiamo due bici incrociando le dita e partiamo alla completa esplorazione della città.
Già dai primi metri percorsi in mezzo al parco ci accorgiamo che ci sono in giro numerose persone con la maglia arancione dell'Olanda. Ok, sono arrivati secondi uguagliando il loro miglior risultato di sempre. Ma l'orgoglio che dimostrano mi sembra un pò troppo.
Man mano che ci avviciniamo al centro le maglie oranje aumentano fino a una densità di tre su cinque. Mi viene un sospetto. Giunti al canale principale scopriamo finalmente che nel pomeriggio arriverà, trasportata da un battello, la nazionale olandese per salutare la città.
Partiamo quindi all'esplorazione del centro storico seguendo il dedalo dei canali, ognuno con le proprie precedenze e sensi unici da rispettare.
Visitiamo il mercato dei fiori, il mercato delle pulci e poi la famosa Dam, la piazza principale, proprio al centro dei canali, il vero cuore della città.
Lungo tutti i canali iniziano ad arrivare sempre più spesso grandi e piccole imbarcazioni stracariche di gente allegra e festante che ascolta musica indossando la solita maglia arancione della nazionale.
Credo che stia proprio arrivando la nazionale. Riprendiamo le bici e ci infiliamo nell'intricato labirinto dei canali per trovare quello su cui passerà il battello della squadra. Lo troveremo solo dopo mezz'ora di tentativi.
Su ogni sponda del canale e dei ponti che lo cavalcano c'è un fiume arancione in fervida attesa. Non so se in Italia ci sarebbe stata una simile festa nel caso avessimo perso la finale dei mondiali gli ultimi minuti dei supplementari...
Da noi invece che festeggiare si sarebbe scatenata la caccia all'uomo sull'arbitro, l'allenatore o il giocatore che le TV ed i giornali avrebbero condannato come unico responsabile della disfatta.
Dopo solo un'ora di attesa arriva il battello della nazionale, festeggiatissimo da tutti porta la squadra al grande concerto che si terrà in suo onore.
Dopo la squadra arrivano una miriade di piccole imbarcazioni private e qualcuno per salutarle si getta perfino in acqua...
Una volta sfollata la gente ci accorgiamo di essere stati tutto il tempo davanti a un coffee shop. Da quando siamo ad Amsterdam non abbiamo ancora provato alcuna sostanza stupefacente, se lo sapesse mio cognato non mi parlerebbe per una settimana... Scendiamo così le scale dell'oscura bottega e dopo aver dato un occhiata al menù ne usciamo con un joint leggero. Lucetta avrebbe voluto provare qualche torta alle erbe ma non ne avevano.
Sono le cinque di pomeriggio e stremati dalla fame ci buttiamo in un locale a mangiare qualcosa ma soprattutto a bere un paio, a testa, di buonissime birre.
Gireremo ancora un pò per la città ma senza poter visitare molto, la bici è un mezzo molto comodo e veloce per muoversi in una città come Amsterdam, ma forse non per visitarla con tranquillità.
In serata, tornando a casa, ci fermiamo al Vondel Park per assaporare un pò gli stupefacenti effetti della città, ma ne rimarremo alquanto delusi.
L'unica reazione che mi provocano è la voglia di andare a correre… credo però che questa mi sia stata data più dal fatto di aver visto decine di persone che correvano felici per il parco. Tornati in albergo non resisto e scappo fuori a correre.
Senza rendermene conto indosso l’unica maglia da jogging che mi sono portato… è arancione… ogni 50 metri troverò dei tifosi olandesi ubriachi di ritorno dal concerto che mi urleranno qualcosa.
Per non fare brutte figure ogni volta dovrò rispondere loro urlando:

Holland! Holland! Holland!

Belgio - Olanda - Belgio: terzo giorno / Utrecht - Amsterdam

La distanza che ci separa da Amsterdam è breve, solo 50 km, ma il traffico oggi è molto più intenso. Del resto piove ed è lunedì mattina.
Tra un'acquazzone l'altro troviamo quasi subito l'hotel che è immerso in un quartiere tranquillo e molto bello, quasi sembra uscito da un film su New York.
Anche in questo caso le camere sono molto belle ma, come in tutta Amsterdam, sono piccolissime, comunque ci vanno più che bene.
Come primo giorno decidiamo di andare in esplorazione della città a piedi passando per il bellissimo parco cittadino chiamato Vondel park.
Fuori dal parco ci ritroviamo in strade una più bella dell'altra, con case di mattoni. Quasi tutte hanno la curiosa caratteristica, un gancio che spunta dalla parte più alta della casa.
Forse serve per i traslochi. Continuando a camminare spuntiamo proprio davanti al Van Gogh Museum e non resistiamo alla tentazione di una visita.
Alla fine ci smarriremo a tal punto nei colori, nelle sensazioni e nelle visioni di questo geniale, quanto sfortunato pittore, che nonostante fossimo entrati con sufficiente tempo per completare la visita prima della chiusura dovranno buttarci fuori.
All'uscita il cielo si è talmente abbassato e fatto scuro e minaccioso sopra di noi che alle prime gocce chiediamo asilo politico in una specie di pub. Giusto in tempo per assistere ad un altro diluvio universale. Visto che ci siamo mangiamo e con piacere scopriamo che il pesce è buonissimo.
Quando usciamo il cielo sembra si sia pulito e così andiamo a visitare il centro di Amsterdam.
Dopo aver passato il ponte del primo canale capiamo subito che tutto il centro è costellato di una moltitudine di canali, ponti e stradine, il tutto dominato dalle tipiche case di mattoni, una appoggiata, a volte in modo irregolare, all'altra. Spesso si notano case fatte in modo diverso, ma non nello stile, queste case sono storte! Pendono a destra, a sinistra e perfino avanti o indietro.
L'atmosfera che si respira ad Amsterdam è qualcosa di completamente differente da tutte le altre città in cui siamo stati.
Il mix di culture che ha contribuito a realizzare questa terra qui è ben visibile: a volte si ha la sensazione di essere in Asia, altre volte in sud America.
Ma la città che mi viene più in mente passeggiando per Amsterdam è New York. Pur non essendoci mai stato di persona, ma solo attraverso il tubo catodico, le case mi ricordano proprio la metropoli statunitense, forse però mi sono fatto suggestionare dal fatto che New York in origine si chiamava New Amsterdam e che, a testimoniarlo, ci sono i quartieri di Harleem e Brooklyn, che devono il loro nome proprio a degli olandesi. Ci addentriamo a piedi finché possiamo poi sfiniti prendiamo il tram, che una volta a bordo ricorda il trenino delle giostre, e torniamo in hotel.

Belgio - Olanda - Belgio: secondo giorno / Bruxelles - Utrecht

E’ domenica mattina, stasera si giocherà la finale della coppa del mondo, ma noi siamo ancora in Belgio baciati dal sole. Partiamo subito dopo aver fatto un giro d’esplorazione in cerca di un Mc Donald in cui fare colazione ma l’unico che troviamo è assediato da una troupe che sta girando un film e non possiamo fare altro che fare finta di essere delle comparse ed andarcene a bocca asciutta.
In autostrada verso Utrecht piove. Il tragitto è lungo, circa 200 chilometri, ma la strada è pressoché vuota, del resto è domenica. Finalmente vediamo i famosi vecchi mulini a vento, ma solo da lontano e molto velocemente…
Arriviamo all'hotel sotto un piccolo diluvio. Il posto non è proprio in centro a Utrecht, ma a circa 5 chilometri, in compenso la camera è bella e molto grande, come il bagno. Ci sarebbe pure la piscina ma non avremo nemmeno il tempo di usarla.
Prima di affittare un paio di biciclette proviamo ad andare in città in auto per valutarne la distanza.
Tutto ok, si può fare.
Con le bici arriviamo a Utrecht in 15 minuti e iniziamo subito ad esplorare le piste ciclabili, una dopo l'altra.
Innamorati della viabilità quasi completamente a due ruote, ci perdiamo nella splendida cittadina e attorno ai pochi e piccoli canali che la percorrono.
In tutto questo girare però non possiamo fare a meno di notare che quasi tutte le persone che incontriamo indossano una maglia o almeno qualcosa di arancione. Stasera c’è la finale.
Non appena troviamo una bancarella compro subito una maglietta dell'Olanda. L’idea sarebbe quella di confonderci tra la folla per tutta la sera facendo finta di essere olandesi talmente ubriachi che non riescono più a mettere assieme una parola comprensibile.
Capiamo subito che non siamo gli unici ad aver avuto la stessa idea perché in giro c’è sempre più gente bizzarra e strana, chiaramente alterata fisicamente e mentalmente. Loro però sono veramente olandesi. Ce la possiamo fare.
Man mano che si avvicina l’ora della partita ci rendiamo conto che l’intera popolazione è vestita con qualcosa di arancione. All'ora di cena troviamo un posticino tranquillo dove mangiare e guardare la partita. Sempre travestiti da olandesi, ci mettiamo a fare il tifo assieme ad un centinaio di tifosi scatenati. Ad ogni azione, cartellino giallo inferto agli spagnoli o perfino una rimessa laterale guadagnata scoppia una festa da tifo. Il nostro camuffamento è talmente perfetto che a fine primo tempo siamo ci siamo talmente immedesimati da sentirci molto nervosi per l'andamento della gara. Senza rendercene conto abbiamo anche imparato a dire qualche parolaccia in olandese.

Alla fine secondo tempo, con il risultato ancora in pareggio, spiccicheremo qualche parola in olandese come:

scheidsrechter de tag!
Arbitro, il cartellino!

Alla fine del primo supplementare abbiamo imparato a cantare l'inno olandese e a dire alcune frasi molto utili per la nostra sopravvivenza:

was strikt!
Era rigore!

Referee're een Spaanse inquisiteur!
L'arbitro è un inquisitore spagnolo!

Dat vlag Zet hem in de kont

Quella bandierina mettitela nel…

verso la fine della partita parleremo fluentemente di alcuni argomenti filosofico calcistici:

Hoe kan een speler van dit kaliber, die is mede Robben twee doelstellingen zijn niet verkeerd, ik zeggen, maar twee doelpunten in de WK-finale? Het is zo waar dat het voetbal niet altijd de sterkste winnen?
Come può un giocatore di co tal levatura quale è Robben aver sbagliato due gol, dico, ben due gol, in una finale di coppa del mondo? E’ dunque vero che nel calcio non sempre vince il più forte?

Abbiamo perso.
Cioè, l'Olanda ha perso.
Ma ormai è come se avesse perso la nostra squadra.


Prima che il popolo dei paesi bassi possa iniziare a sfogare la sua rabbia su lampioni, sedie, auto e soprattutto turisti italiani, ce ne torniamo a casa.
Senza rendercene conto la notte è scesa sulla città. Eppure fino alle dieci e mezza passate c'era ancora molta luce.
Non abbiamo tempo da perdere, c'è buio. Seguendo a naso la strada per tornare a casa ci ritroviamo nel parco che avevamo attraversato alla periferia della città, ma c'è un imprevisto: la strada ciclabile è stata chiusa. Davanti a noi un gruppo di olandesi volanti, con le biciclette sono velocissimi, evita in modo convinto la deviazione e fila sparata su una strada alternativa. Io cerco di stargli dietro, ma Lucetta, che ha una bici più piccola, non riesce a mantenere il passo.
In un attimo perdiamo il gruppo dei fuggitivi.
Lucetta, che si fidava di me per trovare la strada giusta, comincia a sospettare qualcosa.
Per tranquillizzarla mi fermo a chiedere indicazioni. Le seguiamo fino a un certo punto in cui non si capisce più dove dobbiamo andare.
Chiediamo nuovamente indicazioni, ce le danno, facciamo altri dieci minuti e poi ci ritroviamo in mezzo ad un università.
Troviamo allora un ragazzo che, mosso a compassione, ci guida in una stradina buia di campagna che costeggia l'autostrada.

Anche Lucetta ormai si è resa conto che brancoliamo, letteralmente, nel buio.
Il ragazzo olandese ci conduce fino ad un bivio in mezzo ad un parco in aperta campagna. Ci lascia su una strada completamente priva di luci dicendo: se andate a destra avete altri 15 minuti di strada, se andate a sinistra o siete arrivati o vi siete persi. Optiamo per la sinistra, come sempre...
Dietro di me sento Lucetta che prega ed invoca qualche spirito perché venga a proteggerci ed indicarci la strada giusta.
Attraversiamo il ponte sopra l'autostrada e finiamo per trovarci davanti ad un paio di case sperdute che hanno un'aria piuttosto sinistra, sembrano uscite da quel film horror: il massacro del Texas.
Lucetta ha una crisi isterica e prima vuole tornare indietro, poi pensa al ponte buio e decide di tirare dritto.
Poco più avanti vediamo un'altra casa con luci e TV accese. Proviamo a citofonare sperando che non esca qualche serial killer. Sembra non ci sia nessuno.
È mezzanotte passata.
Andiamo più avanti dove nel buio più totale si intravede una strada. Troviamo un'altra casa in cui vediamo gente ancora sveglia. Cerco di convincere Lucetta che dobbiamo chiedere informazioni a questa casa ma lei non vuole tornare nel buio.
Mi butto allora letteralmente in casa di questa famiglia olandese apparendo come un profugo.
Non appena capiscono che ci siamo persi e dove siamo diretti ci dicono molto gentilmente che se seguiamo la strada li davanti saremo quasi arrivati.
Riprendiamo la strada e in lontananza vedo il semaforo che cercavamo. Purtroppo non è ancora finita: scopro di aver bucato. Per fare l'ultimo chilometro invece di 5 minuti che ci volevano ci metteremo 20 minuti.
Stremati, ma contenti di essere vivi, arriveremo in camera verso l'una...

Belgio - Olanda - Belgio: primo giorno / Bergamo - Charleroi - Bruxelles

Dopo la pessima esperienza di tre settimane fa con la Meridiana, stavolta abbiamo optato per l’economica, ma sempre affidabile, Ryanair. L’aereo infatti parte in perfetto orario e in un'ora e mezza siamo a destinazione. Lucetta è stata brava anche se eravamo posizionati a metà aereo, praticamente sull’ala, dove si sentono maggiormente gli scossoni delle turbolenze.
Finalmente possiamo scendere dall’aereo e goderci il fresco del Nord Europa…
Fa caldo…
Sembra di essere a Milano tanta è l’afa e l’umidità in cui ci troviamo immersi…
Senza perdere tempo andiamo a prendere l’auto che durante la prossima settimana ci trasporterà per le strade del nord. Dopo una breve discussione con la commessa che non voleva darci l’auto perché chi pagava non era la stessa persona che guidava, riusciamo finalmente a farci consegnare le chiavi dell’auto. Sorpresa: invece della Citroen C1 ci danno una Mercedes classe A... Per sicurezza torno a chiedere se non ci sono errori e mi confermano la Classe A.
Meglio di così...
L'autostrada è molto grande e quasi priva di traffico, probabilmente perché è sabato pomeriggio. Arriviamo a Bruxelles in meno di un'ora e troviamo quasi subito parcheggio e l'hotel: molto bello e con aria condizionata. Come l’anno scorso in Irlanda ci siamo affidati al sito “Booking.com” per trovare gli alberghi e devo dire che ci siamo trovati sempre benissimo, alcuni hotel erano anche meglio di quello che sembravano su internet.
Impazienti di cominciare la vita da turisti usciamo immediatamente a visitare la città.
La primissima impressione è quella di essere in una metropoli molto moderna con i suoi grattacieli di vetro che però stridono non poco con certi vecchi edifici che si incontrano sempre più spesso man mano che ci si avvicina al centro storico. Qui si respira un'aria totalmente diversa. Le strade si rimpiccioliscono e passano dalle dimensioni delle grandi arterie a minuscoli vicoli, ai lati dei quali, le case vecchie di mattoni bianchi o neri sembrano coprirle fino a volerle abbracciare.
Ci fermiamo in una piazzetta a mangiare qualcosa in una specie di ristorante specializzato in piatti a base di verdure e pasta, poi riprendiamo subito la visita.
Ad ogni angolo spuntano negozi, birrerie e Brasserié finché non ci troviamo nella Grand Place, la magnifica piazza centrale della città in cui gli edifici che vi si affacciano fanno a gara per contendersi il titolo di facciata più bella.
Purtroppo comincia a piovere, anche se non molto intensamente. È anche ora di cena e così ci mettiamo alla ricerca di un posticino e lo troviamo giusto in tempo per lo scoppio di due o tre diluvi consecutivi che ci avrebbero potuto infradiciare nel giro di uno starnuto. Ci facciamo allora coccolare dal caratteristico ambiente, le birre e i formaggi tipici del posto fino a che ne saremo sazi. Solo quando usciamo per tornare a casa ci rendiamo conto che la pioggia non ha finito di dire la sua. Durante il tragitto ci inzuppiamo un pò e a Lucetta, uscita con solo un paio di infradito ai piedi per il gran caldo, verranno pure le vesciche.

Paesi... più o meno bassi

In quest'estate, prima fresca, poi calda e ora ancora fresca, proseguo con i miei consigli/sconsigli di viaggio.
Stavolta Io e Lucetta siamo stati prima in Belgio, poi in Olanda e quindi nuovamente in Belgio, ma questo probabilmente si capiva dal titolo...
La modalità è sempre quella: auto, B&B (stavolta tutti belli e nemmeno un Brutto & Bastardo) e una macchina fotografica in mano a testa!
Il viaggio è stato fatto dal 10 al 17 Luglio, ma qui sotto riporto per ora solo la premessa del viaggio.
Buona lettura!


Oggi è il 9 Luglio, i mondiali di calcio stanno per finire con un’inedita finale:
Olanda - Spagna.
Purtroppo l'Italia ha fatto una pessima figura, forse anche perché in questa edizione non ho potuto partecipare come giocatore.
Ormai non credo che avrò altre possibilità per farlo. Le campagne giornalistiche delle maggiori testate sportive non sono servite a niente.
Ricordo ancora chiaramente i titoloni della Gazzetta e le dichiarazioni di Lippi:

“Balotelli e Cassano? La nazionale non è cosa da Baraonda!”

Un altro avrebbe potuto legarsela al dito. Non io.
Nella prossima edizione in Brasile sfiorerò i quarant'anni, ma mi farò trovare pronto. Per lo meno non sarà sicuramente Lippi ad impedirmi di esserci.
Chi invece fra quattro anni i quaranta li avrà certamente raggiunti è Lucetta, ma sono certo che, sarà bella come oggi e ne dimostrerà ancora 25!
Per prepararmi meglio all'atmosfera rovente che dovrò vivere nella finale del 2014, stiamo per andare a visitare i Paesi Bassi dove assisteremo proprio alla partita finale in compagnia dell'intera popolazione olandese.
Quest'anno spero di non portare sfortuna come l’anno scorso in Irlanda quando ci capitava di finire in località dove si giocavano le partite finali dello sport nazionale chiamato All-Irland e, puntualmente, la squadra di casa perdeva…
La meta di questo viaggio non era affatto previsto, anzi solo la settimana scorsa io e Lucetta pensavamo di andare a caccia di fate e Draghi nei boschi e sulle cime alto atesine. Evidentemente era proprio destino che visitassimo l'Olanda. Lucetta ci è rimasta un pò male perché aveva proprio voglia di scaricarsi cacciando qualche draghetto, ma poi ha pensato ai canali di Amsterdam, Utrecht, Brugge e...