venerdì 9 ottobre 2026

Il primo vero giorno

 


La giornata comincia, come ormai da tradizione, con la corsa.

Questa volta corro lungo la Moldava per riscaldarmi, poi passo a casa a prendere Cassandra e attraversiamo un po’ di Praga. Raggiungiamo il Museo Nazionale.

Qui faccio subito un incontro che mi fa sentire stranamente a casa.

J. Agricola.

Lo vedo scritto in rilievo sulle grandi pareti del museo, insieme ad altri nomi.

Penso immediatamente al nostro Giulio Agricola. Poi scopro che non è proprio così semplice: si tratta di Georg Bauer, conosciuto con il nome latinizzato di Georgius Agricola, scienziato boemo.

Insomma, non è il nostro Agricola, però almeno abbiamo trovato un parente.

Il museo, già dall’esterno, è bellissimo.

L’edificio è imponente e, salendo fino alla parte superiore, si può anche godere di un bel panorama sulla città.

Il museo è soprattutto di storia naturale, in questo periodo c’è anche un’importante esposizione dedicata ai Přemyslidi, la dinastia che diede origine al Regno di Boemia.

La mostra è interessante e ci porta indietro alle origini della storia del paese.

La visita ci prende praticamente gran parte della giornata.

Ci spostiamo verso il centro storico.

Arriviamo alla Piazza della Città Vecchia e, naturalmente, finiamo davanti all’orologio astronomico.

La torre è spettacolare e dalla cima si vede bene la chiesa di Týn, con le sue due torri che sembrano uscite direttamente da un film Disney.

Entriamo anche all’interno della torre e scopriamo il meccanismo dell’orologio, uno dei più antichi ancora funzionanti.

Arriva il momento tanto atteso.



L’ora. Sotto l’orologio si è radunata una piccola folla.

Anzi, una folla piuttosto grande. Tutti con il telefono pronto.

Perché allo scoccare dell’ora dovrebbe partire lo spettacolo con i dodici apostoli che sfilano davanti alle finestrelle.

Dovrebbe. Qualcosa non va.

Gli apostoli sembrano aver deciso di prendersi una giornata libera.

Riusciamo a vedere soltanto lo scheletro che tira la campana e un altro personaggio che scuote la testa.

Fine dello spettacolo.

Decine, forse centinaia di persone hanno aspettato per vedere la processione invano e quindi fanno praticamente quello che farebbe chiunque davanti a un orologio che non funziona.

Se la prendono nel sacco e se ne vanno.

Peccato.

La torre, comunque, merita.

Oltre all’orologio ci sono le vecchie sale del tribunale, gli ambienti del consiglio e le prigioni sotterranee.

Praga, al primo vero giorno di visita, sta già regalando parecchio.

Non è Vienna, ma piace.

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