Salutiamo Vienna prendendo la metropolitana e salendo su un autobus.
Un Flixbus, per la precisione.
Perché non il treno?
Perché, a conti fatti, le alternative erano poche e, tra cambi e coincidenze, il tempo di viaggio sarebbe stato più o meno lo stesso.
E allora proviamo anche questa.
Il Flixbus, devo dire, funziona bene.
Arriviamo alla stazione di Praga e da lì prendiamo il tram fino alla Casa Danzante, che si trova abbastanza vicino al nostro appartamento.
Lasciamo i bagagli e usciamo subito a fare la spesa.
Cominciamo già a guardarci intorno.
Praga è diversa da Vienna. Più caotica, meno ordinata, più vissuta.
Eppure dà immediatamente l’impressione di essere una città tranquilla, piacevole, nella quale si potrebbe vivere senza troppi problemi.
Io, naturalmente, comincio a guardare i palazzi.
E le statue. Alcune decisamente particolari.
A un certo punto ne vediamo due, un uomo e una donna, appesi a un ombrello aperto, come se avessero deciso di prendere una scorciatoia per scendere dal cielo.
Praga sembra promettere bene. Per il momento ci limitiamo a fare un giro nei dintorni.
Passiamo davanti alla chiesa di San Martino nelle Mura, una costruzione romanica e gotica che deve il suo nome proprio al fatto che una delle sue pareti era inglobata nelle antiche mura della città.
Appena arrivati e già cominciamo a capire che qui le mura, le torri e le chiese spuntano praticamente ovunque.
E siamo solo al primo giorno.

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