sabato 3 ottobre 2026

La prima trappola

 


L'inizio è incoraggiante: una mattinata fresca al Prater per un'ora di corsa a velocità media.

Sempre in compagnia dei miei nuovi amici runner austriaci.

Qualcuno comincia anche a salutarmi, come se alla terza presenza facessi già parte della famiglia. Ormai sono quasi uno di loro.

Incrocio anche un cervo che si era perso e moltissimi scoiattoli.

Mi piace Vienna.

Mi piace il modo di viverci della gente: in bicicletta, a piedi, di corsa, sempre con molta tranquillità e pulizia.

Lungo il canale, proprio sotto casa nostra, è pieno di locali dove rilassarsi, non necessariamente per ubriacarsi.

Passandoci una sera, infatti, ho notato diverse persone con una bottiglia di birra analcolica in mano.

Una cosa che a Roma sarebbe probabilmente classificata come comportamento sospetto.

Finora i musei sono stati piacevolissimi. Alcuni intensi, altri sorprendentemente belli.

È un po' come quando si gioca a Dungeons & Dragons: si entra in un dungeon sperando di vivere una bella avventura e di trovare qualche tesoro.

Purtroppo, quando si gioca, è quasi inevitabile imbattersi anche in qualche mostro errante, una trappola o due e chissà cos'altro.

In questa vacanza avevamo più tempo del solito per vedere la città con calma.

Va da sé che anche le trappole e i mostri potevano essere più numerosi.

La prima trappola in cui ci siamo imbattuti è stata Schönbrunn.

Avere l'occasione di visitare la residenza estiva della dinastia imperiale degli Asburgo non sembrava affatto male.

Alla fine, si è rivelata piuttosto deludente. Una trappola per turisti.

Soprattutto per quanto è costata: 49 euro a persona!!! Un furto.

Sia chiaro: la residenza in sé non era deludente.

Lo era il rapporto tra quello che abbiamo pagato e quello che abbiamo trovato, soprattutto se confrontato con altri musei, anche più piccoli.

Per arrivarci prendiamo la metropolitana, visto che è un pochino fuori dal centro.

All'ingresso sembra tutto molto grande e curato.

Il palazzo, però, è visitabile con un'audio guida automatica, in italiano, che si attiva ogni volta che si passa da una stanza all'altra. Sembra fatta bene.

Il contenuto, però, non è il massimo.

In pratica si concentra soprattutto sulla storia d'amore, che non c'è stata, tra Sisi (questo il vero soprannome corretto, in Italia la conosciamo come Sissi, lì è categoricamente Sisi!) e Francesco Giuseppe. Per gli amici italiani, Cecco Peppe.

Tutta la storia romantica della famosa coppia, seconda forse solo a Romeo e Giulietta, è stata costruita dopo la morte dell'imperatrice.

Di Sisi parlerò più avanti, ci sarà occasione.

Concluso il giro nel castello, usciamo per vedere i giardini e salire fino alla Gloriette, la struttura che domina la collina di fronte al castello e dalla cui sommità si gode di una bella vista.

Insomma, poco dopo pranzo abbiamo già concluso il nostro giro a Schönbrunn.



Un po' delusi, non ci resta che riprendere la metropolitana, scendere in centro, prendere un ottimo Kaiserschmarren d'asporto e andare a vedere la Cattedrale di Santo Stefano.

Prendiamo il biglietto per il giro completo: catacombe, cattedrale e le due torri, nord e sud.

Dico subito che le catacombe non sono catacombe come quelle che conosciamo noi, soprattutto dopo averne viste parecchie a Roma.

Si tratta semplicemente di una scala che scende di un piano e di un corridoio dove sono sepolte alcune personalità legate alla cattedrale.

Tutto abbastanza recente.

Altro che ad catacumbas...Qui siamo a livello ad cantinas.

In compenso la cattedrale merita, per alcune sue parti molto interessanti.

Le torri, una più bassa perché non terminata e l'altra più alta, permettono di godere di un'ottima vista.

E questo ci riappacifica un pochino con il gusto amaro della trappola.

Dopotutto, in un buon dungeon non si può mica trovare il tesoro a ogni stanza.


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