Oggi si va al Castello di Praga.
Non proprio un castello qualsiasi.
È enorme.
Talmente grande che, guardandolo dal basso, sembra più un gigantesco complesso di palazzi che un castello vero e proprio.
Al centro domina la cattedrale di San Vito, con la sua enorme torre.
Mentre usciamo di casa ci rendiamo conto che finalmente è arrivata la pioggia. A Praga.
A Roma, dove la stavamo aspettando da settimane, anche oggi continua il caldo soffocante.
Prendiamo il tram, attraversiamo il fiume e cominciamo a salire verso il castello. Entriamo e continuiamo a salire. Non vediamo biglietterie. Continuiamo a salire.
A un certo punto scopriamo che il biglietto si poteva comprare anche dall’altra parte, nascosto sulla destra, vicino al Vicolo d’Oro.
Vabbè.
Ormai siamo davanti alla cattedrale, prendiamo biglietto e audio guida in italiano e cominciamo la visita.
Ed ecco la prima sorpresa.
Il Palazzo Reale non si può visitare.
Il prezzo del biglietto, naturalmente, è lo stesso.
Una tradizione che evidentemente non conosce confini: far pagare interi i biglietti anche quando mancano parti importanti dell’esposizione.
La cattedrale di San Vito è imponente. In stile gotico e ci sono voluti circa seicento anni per completarla. Seicento anni.
La guardo e penso che forse avrebbero potuto metterci un po’ meno.
Il Duomo di Milano, tanto per fare un confronto, è stato costruito in circa cinquecento anni e mi sembra decisamente più grande. Comunque, bella è bella.
Dopo la visita mangiamo qualcosa e poi affrontiamo la torre. Biglietto a parte, naturalmente.
Le scale sono strette e non proprio comodissime, però, arrivati in cima, il panorama ripaga abbondantemente la fatica.
Una vista a 360 gradi su Praga.
A questo punto il Vicolo d’Oro. Mi aspettavo qualcosa di diverso.
Troviamo invece una fila di piccole case colorate, in gran parte ricostruite e sistemate per i visitatori.
Qui avrebbe abitato anche Kafka per qualche tempo.
La leggenda vuole che queste casette fossero frequentate dagli alchimisti alla ricerca della formula per trasformare i metalli non pregiati in oro e scoprire l’elisir di lunga vita.
A giudicare dal risultato, direi che non hanno avuto particolare successo né con l’uno né con l’altro, se non quello di trasformare alchemicamente solo il nome del vicolo.
Passiamo dalla Basilica di San Giorgio e usciamo verso il Cortile dei Giganti. Piove ancora e assistiamo a una parte del cambio della guardia.
Il castello, però, non siamo riusciti a vederlo tutto. Dovremo tornarci domani.

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